Fiori di Bach

Empatia, come riconoscere le emozioni, sostegno floreale.

Empatia-un-dono-come-viverlo-al-meglio-

Le emozioni accomunano tutti gli esseri umani, saperle riconoscere in noi significa saperle riconoscere anche negli altri e questo ci darà un grande vantaggio. Innanzi tutto, sapremo quali sono i nostri limiti e non ci metteremo in situazioni di non conforto; se decideremo di farlo sarà solo in un ambiente protetto, perché si è deciso di sistemare quella situazione che ci limita, magari in compagnia di un professionista! Il riconoscere negli altri la situazione emotiva che vivono e che vogliono celare ci consentirà:

  •  di perdonare più facilmente qualcuno che se ne esce con una battuta o una frase non idonea,
  • se quella persona, in quel momento, è la compagnia idonea per noi.

Ad esempio, se ci rendiamo conto che una nostra amicizia è in un momento di gelosia/ invidia, magari, perché ritiene di vivere un’ingiustizia e noi abbiamo una bella notizia, un risultato tanto agognato che desideriamo condividere, fermiamoci a pensare con chi farlo. Parlare con la persona non idonea in quel momento, potrebbe rovinare il nostro piccolo momento di soddisfazione che andrà a nutrire la nostra autostima. Una risposta del tipo: “Certo che a te vanno tutte bene” dopo che avete sudato per ottenere un risultato che rincorrevate da anni, potrebbe incrinare un’amicizia anche duratura.

Saper riconoscere le emozioni è ancor più importante se siete delle persone ipersensibili, empatiche, se vi fate carico delle disgrazie e/o lamentele altrui, perché riconoscendole saprete quali sono vostre e quali invece non vi apparterranno, riuscendo così a sentire quelle non proprie come informazioni idonee per meglio aiutare chi ve le trasmette. Se vivete queste situazioni di empatia (e vi garantisco che ho conosciuto molte persone la cui sensibilità, apertura di cuore o il cui vissuto le ha rese empatiche) il fiore che vi accompagna in questo discernimento è sicuramente Aspen.

Quando si parla di empatia o ipersensibilità si intende la capacità di comprendere, percepire lo stato d’animo di un’altra persona.

Questa dote può essere molto utile sia per chi si rivolge ad un empatico, dal quale facilmente troverà una sincera comprensione, sia per chi lo è. L’ empatia non è una dote di facile gestione. Solitamente le persone empatiche lo sono a 360° su qualsiasi tipo di emozione o sentimento, è come se avessero vista ed occhi sul corpo emozionale altrui. Se è in equilibrio, questa dote può dare una marcia in più, perché diventi un punto di forza e non un punto di svantaggio; è necessario prenderne coscienza e lavorarci un po’. Se ci pensiamo, tutte le doti necessitano di essere conosciute, dedicando loro del tempo per essere messe a frutto. Qualche esempio? Non basta aver una bella voce od orecchio per la musica perché questa dote sia un punto di forza per noi, è necessario studiare musica. Anche la bellezza è una dote che necessita di attenzione, non solo per mantenerla, ma anche perché non diventi il nostro tallone d’Achille. Sicuramente una dote particolare come l’empatia non è di facile gestione, sovente l’empatico viene criticato come persona troppo fragile, troppo sensibile, non è un argomento di cui parlare con chiunque, c’è chi ancor oggi vi prenderebbe per esagerati o isterici. Eppure, l’empatia esiste ed è una dote. Vi sono sia uomini che donne con questa dote e ribadisco essere una dote: è come avere una marcia in più, è semplicemente necessario saperla usare.
Vi sono poi persone che si definiscono empatiche, ma che in realtà sono ricettive solo su certi avvenimenti che sfortunatamente hanno vissuto, avvenimenti che hanno lasciato in loro delle ferite profonde. È stato riscontrato che le persone che hanno vissuto un trauma simile, spesso pur non conoscendosi, si prendano in simpatia già al loro primo incontro. Sovente capita che, chi è in cerca di una soluzione per superare una situazione, incontri qualcuno che stia uscendo o è già passato da quell’esperienza. Vi è come una risonanza che avvicina gli individui.

Solitamente le persone empatiche lo sono fin dalla nascita, si trovano tra i bambini che hanno la propensione a porre attenzione alle esigenze altrui. L’empatia può nascere anche da una necessità di sopravvivenza: una persona che fin nell’infanzia ha vissuto violenze e abusi imparerà ad osservare con attenzione chi gli sta attorno, per sapere come ripararsi il più possibile. Se tutto ciò capita tra le pareti di casa, sarà necessario stare all’erta tutto il tempo. Questo porta l’attenzione, la concentrazione di tutto quell’essere ad osservare con estrema perizia ogni cambiamento, compresi i cambi d’umore di chi gli sta vicino. Per quanto quell’individuo sia giovane, si instaura in lui un meccanismo di scansione ed analisi tale da divenirne un’azione automatica e quotidiana. Questa si potrebbe definire “empatia acquisita” e la sua esistenza mostra ancor più quanto l’empatia sia una dote, e come tale acquisibile.
Per quanto riguarda il nostro benessere, non importa se la nostra sensibilità sia attiva fin dalla nascita o solamente da pochi anni, che sia a 360° oppure solamente su alcune situazioni, l’importante è non andare in confusione, saper discernere ciò che ci appartiene da ciò che giunge dall’altra persona, anche se ci accomuna. Se uno shock ci accomuna entreremo in simpatia con quella persona, ma in realtà ognuno di noi vive il dolore in modo differente. Nel caso in cui la disgrazia di qualcuno va a riaprire tutto un nostro file di ricordi e dolori, significa che il nostro dolore non è stato rielaborato. Su quest’argomento c’è molto da dire e troverete maggiori informazioni sullapp ascoltarsi, ma in questo caso Aspen non è il fiore idoneo a voi.

Tornando alle persone empatiche, è importante imparare a non farsi carico del dolore altrui, perché in realtà questo non libera la persona dal suo fardello, crea solamente maggior peso a noi. Lo studio delle emozioni, il fermarsi a riflettere su ciò che si prova, il dare un nome specifico a ciò che si sente è estremamente d’aiuto, il sostegno floreale in tutto questo è Aspen, che per le persone su descritte diviene anche un fiore caratteriale. Il primo passo è imparare a discernere, il secondo imparare a non ricadere nelle azioni deleterie compiute in passato (Chestnut Bud). Tali azioni varieranno in base alla nostra personalità, possono essere: mettere da parte ciò che si sta vivendo per sostenere l’altro, rischiando così di nascondere a se stessi la propria posizione, che il tempo potrebbe rendere radicata in noi; farsi deviare dal proprio percorso per un senso di “falso altruismo”, entrando in empatia a tal punto, da vivere situazioni ed emozioni interne, che in realtà non ci appartengono, andando così ad influenzare la nostra vita, le nostre scelte, la nostra capacità di aiutare ed essere di sostegno agli altri, fino a giungere a creare malattie al nostro corpo. Per chi non è empatico, ma al contrario è molto forte nel suo essere come individuo, magari quanto descritto può sembrare esagerato, ma così non è, avviene realmente e, alla fine, si possono incontrare persone che hanno vissuto vite non loro, pur di sostenere tutti e tutto, molto spesso senza nemmeno essere viste dalle persone di cui si sono prese carico. (Centaury)

Naturalmente questi sono solo cenni, per saperne di più ed iniziare ad operare un cambiamento su se stessi, è necessario informarsi. “La teoria giunge sempre prima della pratica” l’app ascoltarsi può realmente rivelarsi utile, sia per chi è ai primi passi di ciò che viene chiamato lavoro su se stessi, sia per chi già cammina in questo percorso e proprio per questo va in cerca di spunti di riflessione o prospettive differenti. Da tutto può giungere una crescita personale: ciò che fa la differenza è il modo in cui noi operiamo, intenzioni comprese.

Se sei interessato a gestire meglio il tuo corpo emozionale ed a conoscere tecniche che possono aiutarti a vivere meglio, scarica gratuitamente l’app Ascoltarsi, dove trovi diverse informazioni scritte e video, disponibili anch’essi gratuitamente. Mentre per l’acquisizione di tecniche, che entreranno così a far parte della tua conoscenza, l’app Ascoltarsi propone dei corsi a pagamento. Ascoltarsi è un app dinamica in continuo ampliamento, resta in contatto scaricandola, se non è ora a momento debito potrebbe giungerti ciò che cerchi.

Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Più letti

To Top