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Cos’è il discernimento

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A mio avviso, il discernimento è uno dei fondamenti per il lavoro su se stessi oltre ad una grande arma di difesa. Il discernimento è un mezzo che porta verso la Verità e la Verità porta in dono con sé la Libertà.

Tutti noi aneliamo ad essere liberi, ma spesso non vi riusciamo, perché? Forse, perché guardiamo dalla parte sbagliata? Sovente il nostro sguardo e il nostro dito sono puntati a dar la colpa a qualcuno di diverso da noi. Ora vi chiedo: “Se guardassimo verso di noi cosa vedremmo?”

Ok, ora i sinceri di cuore hanno visto che in parte siamo noi a tenere queste catene? Che non sappiamo come liberarcene? Non sappiamo qual è la cosa giusta da fare, non ci è stata insegnata, non l’abbiamo mai visto fare, né tanto meno abbiamo sentito parlare di come liberarci?

I coraggiosi possono iniziare ciò che oggi viene definito lavoro su se stessi.

Cambiare noi stessi, significa cambiare il mondo, lasciando così un’ eredità migliore ai posteri.

Il discernimento è uno strumento molto valido, come vi dicevo prima, lo ritengo uno dei fondamenti. Non amo dar le cose per scontate, soprattutto su questioni così importanti, come il tentativo di migliorare la nostra vita e noi stessi. É sempre buona cosa partire dalla teoria, prima di passare alla pratica e così torniamo al titolo.

Cos’è il discernimento.

Il discernimento è la capacità di vedere chiaramente. Vi chiederete cosa significhi vedere chiaramente; semplice, vedere chiaramente tutto: dove ci troviamo, sia come stato emozionale che come stato mentale, ma non solo, vedere chiaramente anche la situazione che in quel momento ci viene proposta dalla vita. Insomma avere quella che viene definita “una visione lucida”, così da poter fare una scelta in conformità ai nostri principi, alle nostre idee e alla situazione in cui ci troviamo. Il discernimento alcune volte in gergo comune viene chiamato anche buon senso; agire o reagire secondo buon senso, cioè in modo congruo agli avvenimenti. Una situazione idilliaca direte voi? No, assolutamente no, ci vuole un po’ di allenamento, molto coraggio e sincerità. Sincerità innanzi tutto verso noi stessi. Se siamo sinceri verso noi stessi, avremo la forza di agire nel modo migliore e ci lasceremo alle spalle i “ma”, i “però” e i rimpianti. Reagire in modo congruo agli avvenimenti ci rende più forti, ci dona un senso di struttura di noi stessi, di affidabilità, la nostra autostima aumenta, così come la nostra credibilità agli occhi di chi ci sta accanto. Impariamo ad utilizzare il discernimento su di noi, esercitandoci con noi stessi nella nostra intimità, col tempo questo ci darà la sensazione di riprendere, o tenere ben strette in mano le redini della nostra vita. La nostra Vita è un Dono inscindibile da noi stessi, non possiamo delegarla o donarla a nessuno, perché ne risponderemo sempre noi.
Questo lavoro ci porterà molto e prende il nome di autoanalisi.

Passiamo a qualche esempio:
É capitato a tutti noi di incontrare persone che, nel trattare in conversazione un certo tipo di argomento o nel sentire una determinata parola, diano di matto, si infurino. Oppure persone che prendono battute generalizzate per offese personali. Iniziamo già da ora ad essere sinceri; non è mai successo che, prima di un incontro tra persone che si conoscono, tra parenti, amici o colleghi, di sentir dire o esser voi a dire frasi del tipo: “Non tocchiamo quest’argomento o Tizio va in escandescenza come sempre!”? Badate bene non mi sto riferendo a situazioni di rispetto di un dolore altrui, dove si dice: “Non parliamo di funerali, che gli è appena morta la nonna e ci era tanto affezionato!” Ma di argomentazioni quotidiane, come la politica, il calcio, la religione, l’alimentazione ecc.. ecc..
Ora che abbiamo dato un’idea della tipologia di situazioni di cui parliamo, e magari qualcuno di voi è stato così coraggioso da riconoscersi, riprendiamo il filo del discorso.

Tutto questo mostra una mancata capacità di gestione del proprio corpo emozionale. Non importa il grado d’intelligenza della persona, ma la sua capacità di gestire le proprie emozioni. Sicuramente dietro un comportamento del genere vi è un disagio, un dolore, qualcosa che resta latente e che viene acceso da una situazione. Tutto ciò rende vulnerabili: come? Mettiamo il caso che fossimo noi a reagire in modo smisurato ad un dato argomento o situazione, magari per le più valide ragioni (o almeno così le definiamo a noi stessi) e che come paladini cavalcassimo il cavallo della giustizia o della difesa ad ogni costo: avremmo validi propositi, forse anche onorevoli, ma, non sapendo tenere a bada il nostro entusiasmo o la nostra furia, difficilmente acquisteremmo credibilità o affidabilità e ancor meno facilmente passerebbe il messaggio di una persona urlante. Ora che siamo nei panni di queste persone, mettiamo il caso che qualcuno desideri farci arrabbiare, facendo passare un’immagine non professionale di noi (oserei dire anche poco educata); tenendo aperte queste ferite siamo in balia degli altri, sia di chi ci conosce, che di chi accidentalmente tocca quei tasti, come pure di eventi casuali. Comprenderete che questa non è libertà. In questo esempio l’uso del discernimento ci porterà a comprendere quali sono le nostre ferite e poi ad agire per guarirle, cosa, oserei dire, molto saggia!

Il discernimento ci offre molto di più. Vi garantisco che più lavorerete su voi stessi, più andrete a sistemare le vostre ferite, a limare i vostri comportamenti, a vedere se quegli atteggiamenti che sono per voi invalidanti nella vostra vita, nelle vostre relazioni o nelle vostre scelte, vi appartengono oppure sono stati acquisiti per assimilazione dal mondo che vi ha cresciuto, circondato o ancora vi circonda e più nitidamente vedrete chi avete di fronte. Non vi sembra una grande arma? Pensateci, cosa comporterà vedere meglio le persone e le situazioni con cui dobbiamo relazionarci?

Vi sembrerebbe logico e coerente se affermassi che vedere meglio le persone o le situazioni in relazione con noi ci darà un grande vantaggio? Ci porterà a limitare al minimo le scelte sbagliate, a non sottostare a giochini malignamente architettati ai nostri danni, a ridurre i malintesi. Ci porterà a comprendere i nostri limiti, se, quando e in quali circostanze metterci alla prova, ci darà la possibilità di prenderci i nostri tempi e soprattutto di sentirci artefici del nostro destino. Ma le sorprese non sono finite; liberarci dal giogo delle nostre catene, ci renderà più onesti con noi stessi, più determinati nel perseguire i nostri progetti, più sicuri di noi e liberi. Saremo noi a decidere se le paure di chi ci sta accanto siano sensate, da prendere in considerazione oppure no. Saremo noi a governare la nostra vita e, vedendo come le manipolazioni ed i condizionamenti siano deleteri e portino scompensi a chi li utilizza, lasceremo gli altri liberi di agire, di ascoltare o meno le nostre parole; e questo ci porterà maggior serenità e leggerezza nel vivere questo meraviglioso dono che si chiama Vita.

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